Speronella Dalesmanini

Tra i molti signori che dominarono l’area del Graticolato Romano nel Medioevo c’è un personaggio quasi leggendario, il quale, a volte, assume le caratteristiche di una eroina padovana o di una feroce castellana. Stiamo parlando di Speronella Dalesmanini.

Speronella nacque nel 1149. Dalla madre, a neanche un anno di età, eredita il feudo del gonfalone, ossia quell’insieme di terre gestite dal gonfaloniere del vescovo di Padova, trovandosi quindi a gestire una fortuna immensa. Riscuoteva le decime di quasi tutta la regione che si estende dal Brenta al Muson, aveva a disposizione un apparato di servi, coloni, fittavoli e vassalli  legati a lei da vincoli di dipendenza o di fedeltà, in città poteva contare su amicizie politiche con notai, giudici e religiosi. La base operativa di tutto questo si trovava nel castello a Sant’Andrea (di Campodarsego): qui teneva una curia, ossia una corte di giustizia. Inoltre concedeva licenze per la pesca, caccia e vendita del vino e disponeva a suo piacimento dell’utilizzo delle acque per i mulini. Sappiamo che a volte non esitava a usare la forza per imporre abusivamente tasse e balzelli o sottrarre servi ad altri signori per obbligarli a gravitare attorno al castello di Sant’Andrea.

La leggenda vuole che fu promessa in sposa (o addirittura si sposò) con Jacopino da Carrara attorno al 1160-1163, ma venne rapita dal vicario imperiale di Federico il Barbarossa, Pagano della Torre, e portata al castello di Rocca Pendice. Infine venne liberata dal fratello Dalesmanino con l’aiuto di altri nobili. Sarebbe proprio da questo evento che nacque in seguito il comune libero di Padova. La realtà dei fatti induce a pensare che la fanciulla si fosse invaghita del vicario e quindi abbia divorziato da Jacopino: avrebbe giocato un ruolo importante non l’amore ma la vanità, ossia l’ambizione di diventare la moglie del ministro dell’imperatore.  Comunque il matrimonio con il vicario durò poco, si sposò in seguito con altri uomini, tra i quali Ezzelino II detto “Il monaco” (padre di Ezzelino III il Terribile) e poi con Olderico da Fontana. Leggenda vuole che lo conobbe grazie alle gradevoli descrizioni fatte da Ezzelino II a tal punto da invaghirsi, scappare dal palazzo con l’aiuto del fratello e sposarsi con Olderico. Sembra che da quel momento Speronella sia divenuta madre (da lui ebbe  Jacopo, citato da Dante come scialacquatore, e Zamponia) e moglie esemplare.

Speronella nel 1199 morì. Prima di morire lasciò un testamento redatto nel 1192 e perfezionato nel 1199, che rappresenta una straordinaria fonte per capire l’area centuriata e il rapporto tra esso e questa signora. Nominò erede suo figlio Jacopo e divise i beni tra il marito e la figlia. Straordinaria la quantità di luoghi religiosi, ai quali lascia cospicui denari come espressione di sincera pietas o testimonianza del suo grande prestigio.

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